Credenziali Alloggiati Web: la PEC alla Questura di Milano
In breve
- Si richiedono subito dopo la pratica SUAP, senza aspettare i codici. Le due attese corrono in parallelo: chi le somma perde settimane per niente.
- Il modulo elenca due allegati, ma quelli effettivamente richiesti sono quattro.
- Se la richiesta arriva incompleta non viene integrata: viene respinta, e l'attesa ricomincia da zero.
- Va inviata da PEC. Le richieste da una mail ordinaria non vengono prese in carico.
Sono Nicla Sinisi, seguo un numero selezionato di appartamenti in affitto breve a Milano.
Se stai valutando il tuo, parliamone.
Indice dell'articolo
Di tutti i passaggi per aprire un affitto breve, questo è quello che viene rimandato più spesso. Succede perché sembra l'ultimo della fila: prima i codici, poi i portali, poi la Questura.
È l'ordine sbagliato, e costa settimane.
Perché si fa subito, non alla fine
Dopo aver presentato la comunicazione al Comune si aprono due attese che non hanno niente a che fare l'una con l'altra.
Da una parte il codice regionale, che arriva dopo che la pratica passa alla Città Metropolitana: da quattro a otto settimane.
Dall'altra le credenziali della Questura: da un paio di settimane a un mese.
Le due cose non dipendono l'una dall'altra. Se presenti la richiesta alla Questura subito dopo il SUAP, le attese si sovrappongono e finiscono più o meno insieme. Se aspetti i codici per poi chiedere le credenziali, le sommi: due mesi diventano tre.
Ed è un'attesa che non puoi scavalcare, perché senza credenziali non c'è modo legale di comunicare chi dorme in casa tua. Si arriva così alla situazione peggiore: appartamento pronto, annuncio pronto, e il calendario che resta chiuso ad aspettare una mail.
Cosa serve
Quattro cose, e due le hai già se hai fatto la pratica SUAP.
Il modulo della Questura di Milano, che si scarica dal sito della Questura.
Un documento d'identità in corso di validità: carta d'identità, passaporto o patente.
I file della pratica SUAP.
La tua PEC.
Compilare il modulo: i punti dove ci si ferma
Il modulo è una pagina, ma ha quattro punti in cui chi lo compila per la prima volta si blocca o sbaglia.
Scrivi in stampatello. È richiesto in fondo al modulo, e le richieste illeggibili vengono respinte. Non è una formalità.
Alla voce "dichiara di essere il…" il modulo elenca titolare, delegato, amministratore, responsabile, locatore, proprietario. Se l'appartamento è tuo e la pratica è intestata a te, l'opzione è proprietario.
Alla voce "tipo" si scrive Casa Vacanze, che è la categoria con cui hai aperto se sei nel percorso delle case e appartamenti per vacanze. Il campo "stelle" si lascia vuoto: non si applica.
Tre campi vanno lasciati in bianco: denominazione sociale, partita IVA e la relativa sede. Riguardano chi esercita in forma imprenditoriale. Allo stesso modo, le caselle in fondo — gestione di più appartamenti, cambio tipologia, subingresso — e il campo con il codice che inizia per MI servono a chi ha già un'utenza attiva. Alla prima richiesta restano tutte vuote.
E poi c'è il campo che conta più di tutti: l'e-mail. È lì che arriveranno le credenziali. Se ci finisce un indirizzo sbagliato, o uno che non controlli, la pratica va a buon fine e tu non te ne accorgi. Vale la pena usare la casella dedicata all'appartamento e rileggere il campo due volte.
I quattro allegati, non due
Il modulo ne elenca due. Nella pratica, quello che ci è stato effettivamente richiesto dalla Questura di Milano sono quattro documenti:
- Il modulo compilato e firmato
- Il documento d'identità
- Il file della comunicazione SUAP protocollata
- Il file MDA della pratica, insieme alla ricevuta di registrazione
Solo i primi due li produci tu. Gli altri esistono già.
E non vanno cercati nelle mail. Si scaricano dalla propria pagina personale su impresainungiorno.gov.it, alla voce delle pratiche inviate: si clicca sul numero della pratica e ci sono tutti i documenti. È un punto che fa perdere mezze giornate a chi prova a ricostruirli dalle ricevute PEC.
Tutto in PDF. Non fotografie, non immagini.
La regola da tenere a mente: se la richiesta arriva incompleta, in genere non viene chiesta un'integrazione. Viene respinta, e l'attesa ricomincia da capo. Conviene mandare i quattro documenti dall'inizio anche se il modulo ne chiede due.
L'invio
Si invia da PEC, non da una mail normale. All'indirizzo di posta certificata indicato sul modulo — se il modulo che hai scaricato ne riporta uno diverso da quello che hai letto altrove, vale quello sul modulo, perché è la versione aggiornata.
Il testo del messaggio può essere di due righe: quello che conta sono gli allegati. Nell'oggetto conviene mettere la richiesta e l'indirizzo dell'appartamento, così è identificabile.
Conserva la ricevuta di consegna. È la prova della data di invio, e serve se dopo un mese bisogna sollecitare.
Cosa succede dopo
L'ufficio verifica la documentazione e crea l'utenza. Username e password arrivano via mail, all'indirizzo indicato nel modulo.
I tempi vanno da un paio di settimane a un mese.
Quando arrivano, conviene fare subito due cose: salvarle in un posto sicuro insieme agli altri codici dell'appartamento, e verificare l'accesso al portale prima del primo ospite, non la sera del primo arrivo.
Quelle credenziali possono poi essere collegate a un gestionale, in modo che la comunicazione parta in automatico dopo ogni check-in invece di essere fatta a mano ogni volta. È il modo in cui si evita di dimenticarsene.
A cosa servono, e perché non si scherza
Le credenziali aprono il portale su cui vanno comunicati i dati di ogni persona che pernotta.
I termini sono due: entro ventiquattro ore dall'arrivo, e entro sei ore se il soggiorno dura meno di ventiquattro ore. Il conteggio parte dall'arrivo e non si ferma nei weekend o nei festivi.
E qui c'è la cosa che molti proprietari non sanno: la mancata comunicazione non è una multa amministrativa. L'obbligo nasce dall'articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, e la violazione è sanzionata in sede penale — con arresto fino a tre mesi o ammenda, per ciascun ospite non comunicato.
Non lo scrivo per spaventare, ma perché cambia il modo in cui si tratta l'adempimento. Non è una pratica da fare quando si ha tempo: è l'unica, tra tutte quelle dell'affitto breve, che non ammette di essere dimenticata una volta.
Dove sta nel percorso
Se stai seguendo tutti i passaggi per aprire, questo è il secondo blocco, non l'ultimo: viene subito dopo la comunicazione al Comune e corre in parallelo all'attesa dei codici.
Il momento giusto per farlo è il giorno dopo aver protocollato la pratica SUAP, quando i file sono ancora sullo schermo.
Domande frequenti
Posso chiedere le credenziali prima di avere il CIR?
Sì, ed è il motivo per cui conviene farlo subito. La richiesta alla Questura si basa sulla pratica SUAP già protocollata, non sui codici.
Quanto tempo ci vuole?
Da un paio di settimane a un mese, nei casi che ho seguito. Non c'è un modo di accelerare la risposta, c'è solo il modo di non farla ricominciare da capo: mandare la richiesta completa.
Posso inviare la richiesta da una mail normale?
No. Va inviata da posta elettronica certificata.
Chi deve comunicare gli ospiti, il proprietario o chi gestisce?
L'obbligo è di chi gestisce l'accoglienza. Quando la gestione è affidata a un terzo con un rapporto formalizzato, può operare lui con le credenziali della struttura, ma la titolarità dell'utenza resta legata all'immobile e al suo titolare.
Le credenziali scadono?
La password va cambiata periodicamente secondo le regole del portale. Vale la pena verificarlo prima di un arrivo, non durante.
Fonti ufficiali
- Questura di Milano — Polizia di Stato
- Portale Alloggiati Web — Polizia di Stato
- R.D. 18 giugno 1931 n. 773 (TULPS), artt. 109 e 17
- Impresa in un giorno — sportello SUAP
Property manager a Milano, seguo personalmente un numero selezionato di appartamenti in affitto breve, dall'annuncio agli adempimenti. Chi sono